ultimi esami…

… e, così, quest’avventura che si chiama università sta per concludersi.

Altri due esami e la tesi…  sembra quasi incredibile a pensarci. Non pensavo che sarei mai arrivata a questo punto. Sembra tutto così surreale che mi fa chiedere:” Ma sono davvero io?”

Ancora non riesco a crederci.. ancora non riesco a realizzare che manchi così poco, per quello che, per molti, è solo un pezzo di carta.

Ma, per me, rappresenta molto di più. Rappresenta la mia voglia di riscatto contro tutte le mie insicurezze che mi hanno condizionato la vita, la mia voglia di crescere e superare i miei limiti, la mia voglia di migliorarmi.

Non è stato un percorso facile: ogni esame era sempre ansia pura, eppure, ogni volta ho saputo affrontarla nel migliore dei modi con risultati sorprendenti. Soprattutto l’ultimo esame dato in questa sessione mi ha mostrato un lato di me che non conoscevo o forse non avevo. L’università non è solo studio, ma un percorso di crescita interiore che ti forma per tutto ciò che arriverà.

Due esami … solo due esami e, poi, la vita vera mi aspetterà.

La cosa più sorprendente di tutto ciò è stato vedere quanta gente faccia il tifo per me, come sia orgogliosa di me, come mi stimi.. Anche questa mattina, come solito, sono andata nel mio bar di fiducia per un caffè e la barista, Cristina, mi ha detto: ” come ti senti? Solo due esami… dai…. sono orgogliosa di te…” Non pensavo minimamente tutto ciò. Ma è bellissimo sapere di essere riuscita, in un qualche modo, a far capire anche solo un quarto di ciò che sono….

E, questo, mi da ancora più determinazione e voglia di fare…

Altri due esami … un pò di paura per il futuro? Ovviamente… ma so che, nonostante tutto, me la caverò.

 

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ultima sessione estiva

 

Questa sessione, finalmente, è terminata: ho portato a casa, altri 4 esami con risultati che mai avrei pensato di raggiungere, soprattutto quello di oggi.

Ancora non riesco a capacitarmi di tutto ciò; di come io sia riuscita a farlo. Eppure, ce l’ho fatta.

Mancano solo 4 esami alla conclusione di questo lungo percorso che, molti anni fa, mi sembrava impossibile.  Solo 4 esami per ottenere quel “ pezzo di carta” che molti reputano solo un pezzo di carta.

Ma, per me, non è così. Quel pezzo di carta, per me, rappresenta tutte le mie battaglie non vinte contro me stessa; contro le mie insicurezze che hanno sempre vinto; contro tutti i fallimenti causati da me stessa, perché non mi ritenevo all’altezza, perché non mi ritenevo valida come le persone che mi circondavano.

Ho riniziato l’università 4 volte, e per 3 volte ho fallito miseramente: forse, perché, avevo intrapreso quel percorso per i motivi sbagliati, perché volevo che mio padre e la mia famiglia, fossero orgogliosi di me.

E’ sempre stato difficile, per me, competere, nel mio sub inconscio, con mio padre. L’uomo che ho sempre ammirato perché si è realizzato non avendo nulla, partendo da zero e che è sempre stato un punto di riferimento e un esempio da seguire.

Ho sempre visto gli altri migliori di me, come se io valessi meno di loro.  Avevo paura dei professori ( che idiozia!), come se fossero degli alieni. E, tutto ciò, a causa del mio corpo deforme che non ho mai accettato, che mi ha sempre fatto sentire diversa, osservata, giudicata e che mi ha causato tanti di quei malesseri interiori che non ero mai riuscita a superare, almeno fino ai 30 anni.

Mi ricordo, ancora, quel giorno della laurea della ex di mio fratello: le lacrime uscivano, inconsapevolmente,  al momento della proclamazione, perché immaginavo me stessa nella stessa situazione e la consapevolezza ( almeno, in quel particolare momento della mia vita) di non poterlo vivere mai…. Ma mi sbagliavo….

Un giorno, improvvisamente, ho cambiato il mio modo di pensare:  da un unico e, forse, insignificante episodio, mi sono svegliata. Ho preso consapevolezza di me stessa, superando quella barriera e quel muro che avevo costruito intorno a me. Ho iniziato a pensare che, tanto, il mio corpo non sarebbe mai cambiato, nonostante tutto e ho fatto pace con questo. Ho fatto pace con il mondo e con me stessa e ho iniziato a puntare su altre cose di me: la mia determinazione, la mia voglia di fare, la mia voglia di realizzarmi.

Ho iniziato ad avere dei sogni e degli obiettivi e, in questo percorso, ogni esame passato, con voti che non mi aspettavo, ho iniziato ad avere sempre più fiducia e continuo ad avere sempre più voglia di fare e di eccellere. E, se per caso, dovessi inciampare, non importa:  quando si cade, l’importante è rialzarsi e non smettere mai di perdere di vista i propri sogni.

Scoprendo, poi, a 37 anni, di soffrire di una patologia che non mi permette di dimagrire come tutti…

Eh si, a volte la vita gioca strani scherzi…. Eppure, non demordo. Ho imparato a non farmi condizionare e, anzi, sapere questa cosa, stranamente, mi ha dato ancora più sicurezza in me stessa…

( forse, l’unico rimpianto che avrò mai, è quello che se lo avessi saputo prima, ora farei il carabiniere, il primo dei lavori dei miei sogni… ma, evidentemente, la vita ha in serbo altro per me!)

Quel “ pezzo di carta”, per me, sarà una vittoria contro il buio della mia vita; sarà una vittoria contro tutte le mie paranoie e le mie insicurezze che mi hanno condizionato per ben 10 anni .

Altri 4 esami e sarò pronta per il futuro…. O, almeno, me lo auguro….

e ora, si punta al 110 e lode…

Avanti futuro… anche se ho paura, sono qui che ti aspetto!

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senza titolo..

Ogni volta, per scrivere, devo inserire un titolo. Ma come faccio, dal momento che non so come poter definire i miei pensieri?

Non so come, incredibilmente, sembra che la mia vita abbia preso una strada che mai avrei pensato. Tutto va bene… la dieta, l’università, le mie amicizie. Eppure, oggi, non so perchè ho un pò di ansia.

Il mio percorso universitario sta andando alla grande… mai mi sarei aspettata dei risultati così belli. Da quando ho iniziato ad acquisire consapevolezza su chi sono, su cosa volevo essere, sulla persona che vorrei essere, ho iniziato ad impegnarmi per raggiungere il massimo o, almeno, provarci. Sono sempre stata dell’opinione che accontentarsi, nella vita,  prima o poi porterà un senso di frustrazione e rimpianti che renderanno la vita stessa un macigno, una gabbia dalla quale non sapere come uscire.

Potrebbero dirmi :” Ancora studi a 37 anni?”  Sarebbe la domanda più logica e sensata, visto che, tutti i miei ex compagni di classe hanno già un lavoro e una famiglia a seguito. Ma non credo che tutti sappiano cosa vuol dire dover combattere contro i propri peggiori istinti, per 10 anni circa della propria vita; non credo che nessuno sappia cosa vuol dire combattere contro i propri demoni e cercare di farci pace. Nessuno credo sappia quanto questo condizioni la vita, A volte, penso di  essere in ritardo sulla mia vita. Ma, poi, penso anche che se le cose accadono in un certo modo, in un certo momento, è perchè così doveva essere. Noi non possiamo decidere nulla se non quello di combattere e affrontare gli ostacoli che la vita ci pone davanti o decidere di non fare nulla e abbandonarci alle difficoltà della vita.  Per quanti mezzi a disposizione uno abbia, tutto dipende da se stessi. E’ inutile. C’è poco da fare. Se la mente non è disposta, potrai avere mille mila cose a disposizione, ma tu ti rifiuterai sempre di utilizzarle a tuo favore.

A un certo punto della mia vita, ho iniziato a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno e mai mezzo vuoto. E, questo, mi ha aiutato a capire che accontentarmi non era da me; mi ha aiutato a scoprire cose di me che non credevo mi appartenessero. Ogni delusione nei rapporti a due, gli amori non corrisposti, le amicizie perse, ho imparato a vederle come un valore aggiunto, perchè, volente o nolente, mi hanno rafforzato e insegnato a gestire i miei istinti peggiori. Forse, in un qualche modo, mi hanno anche condizionato perchè, per quanto integra, sento che il mio cuore ha perso pezzi di qua e di la. E, ora, che il mio percorso universitario si sta avviando a conclusione, inizio ad avere paura. Inizio ad avere paura di cosa ci sarà dopo, di cosa diventerà la mia vita dopo, Sarò in grado di essere una donna realizzata? O sarò costretta ad accontentarmi, nonostante i sacrifici e le battaglie combattute per non farlo? Ho paura e ansia del futuro….  Oggi è così, ma domani è un altro giorno….

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Scusami

 

Dovrei chiedere scusa a me stessa per aver creduto sempre di non essere mai abbastanza.

Alda Merini

Questo è ciò che disse la grande Alda Merini verso se stessa. E questo è ciò che dico oggi a me stessa.

Per molto tempo nella mia vita, non mi sono mai sentita abbastanza o mai sentita all’altezza delle situazioni, perché mi vedevo diversa. Il mio corpo non è mai stato un corpo normale e questo sentirmi al di fuori degli standard sociali, mi ha sempre creato un malessere dentro da essere insopportabile. Un male che mi ha portato ad odiarmi con tutta me stessa e a maltrattare questo corpo con cibo spazzatura, con poco sport, con abuso di alcool.

Questo corpo è stata la causa dei miei molteplici fallimenti nella vita pratica, tant’è che oggi, a 37 anni, mi ritrovo a studiare perché, nel tempo, ho acquisito una consapevolezza diversa di me. Sono riuscita a far pace con me stessa, con l’universo e con il mondo intero, rassegnandomi al fatto che io, un corpo normale, non lo avrei mai avuto.

La verità è che,  in fondo, ho sempre saputo cosa desideravo. E so cosa non desideravo.  Ma non ho mai avuto coraggio per poter cercare di allungare la mia mano per prendere i miei sogni. Non ho mai avuto fiducia nelle mie capacità perché vedevo tutti migliori di me e mi sentivo sempre inadeguata, come se non fossi parte di questo mondo.

Devo chiedermi scusa perché mi sono odiata per talmente tanto tempo, da perdere di vista ciò che volevo davvero. Devo chiedermi scusa, perché mi sono sempre sentita una zavorra con le gambe che camminava fra la gente, immaginando i suoi giudizi.

Dopo la diagnosi, tutti i pezzi del puzzle si incastrano perfettamente: ora, il motivo per cui non ho mai avuto un corpo normale c’è; scritto nero su bianco. Ora capisco tante cose: le diete fallimentari; l’intervento bariatrico fallito… tutto combacia perfettamente.  Devo chiedermi scusa per essermi colpevolizzata per un qualcosa che non sapevo di avere e che non dipende da me.

Devo chiedermi scusa e tanto.

Le cose capitano sempre quando devono accadere. C’è un momento giusto per ogni cosa e, forse, questo era il momento giusto per capire.

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L’essere imperfetto…

.. E’ facile raccontarsi e sentirsi raccontare la cazzata ” mai aspettarsi niente da nessuno” …. ma se davvero così fosse che bisogno c’è di avere degli amici, di avere una storia? Che bisogno c’è di avere rapporti umani se non ci si aspetta davvero nulla? Dire di non aspettarsi nulla da nessuno è solo una gran cazzata, una bugia che ci serve per non rimanere delusi più di tanto dalle nostre aspettative tradite… perchè l’uomo ha bisogno di credere in qualcosa, ha bisogno di crearsi delle aspettative, ha bisogno della speranza… quindi, niente stronzate… la gente le aspettative se le crea, eccome… ma sono gli altri, o meglio, le persone che noi, per noi stessi e per la nostra esistenza riteniamo importanti, che le deludono…  Se io non avessi delle aspettative sull’AMICIZIA, potrei dire di avere mille amicizie così senza problemi, ma i rapporti perderebbero la loro ragion d’essere… perchè quando si crede davvero in qualcosa, ci si aspetta sempre quelle cose più semplici e quei gesti spontanei che deriverebbero da rapporti VERI. Il problema è che tanti dicono di non aspettarsi nulla solo perchè, in fondo la mediocrità, di cui tutti si lamentano gli va bene… perchè in fondo, nella merda di cui tutti si lamentano ci si trovano bene. Io, purtroppo, non sono così… e mi dicono che vivrò male col mio modo d’essere così, con questo mio modo di pensare… ma preferisco star sola, farmi terra bruciata attorno e rimanere attaccata ai miei valori e portarli avanti sempre, anche se la vita mi dice merda, piuttosto che circondarmi di burattini a cui la solitudine fa paura e preferiscono tenersi quella merda e rinunciare ai propri valori… vivrò male con gli altri, ma sarò sempre in pace con me stessa… e questo è importante, veramente importante per questa vita che, nel bene o nel male, amo e odio allo  stesso tempo…

bianco-e-nero-bilancia

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esperimenti del cavolo…

…  Non sapendo che fare, ho voluto fare l’ennesimo tentativo di rileggere qualcosa che scrissi tempo fa alla persona più importante della mia vita…  due gg fa, l’ho letta… e mi ha lasciato l’amaro in bocca, un senso di morsa allo stomaco e gli occhi lucidi….  ma mi sono detta… dai Vale, forse stai in un momento un pò cosi già di tuo… per cui, ho voluto riprovare stasera, per vedere se effettivamente era così…. risultato? Lo stesso…. si può ancora stare male, in un qualche modo, nonostante siano passati 4 anni, per qualcosa che non si è realizzato? E ora ho solo una gran rabbia in corpo, perchè vorrei averlo qui davanti, dargli due ceffoni e ringraziarlo di avermi fatto diventare la cinica, razionale che sono ora…. io so che mi avvicinerò sempre all’Amore, non spesso… ma quando capiterà sarò li vicina… e non avrò mai il coraggio di andare oltre…   vaffanculo! 

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quanto tempo…

… cavolo! Sono passati due anni dall’ultimo post scritto qui sopra….  e mi fa strano di come i miei pensieri siano cambiati, di come i miei desideri siano cambiati… di come sia cambiata io… continuando a camminare fra sorrisi e delusioni, in un tempo di crisi, non solo economica, ma soprattutto di sentimenti e valori…. eppure, per quanto non abbia gli stessi desideri di un tempo, io in quei valori ancora continuo a crederci… e, su quelli, baso il mio modo d’essere… forse sarò diventata più cinica, più razionale o forse più esigente… ma cerco sempre di essere coerente con ciò che sono… perchè non riuscirei a vivere serenamente se non lo fossi… sembrerebbe come prendermi in giro… cavolo… due anni fa speravo davvero di trovare ciò che tutti bramano e vedono come la felicità assoluta e unica della vita… l’amore…. e ci credevo davvero… ma guardandomi attorno.. ho iniziato ad apprezzare sempre di più la mia solitudine, che poi solitudine non è… preferisco essere in compagnia di me stessa, ed essere felice e trovare soddisfazione per le cose che faccio per me, piuttosto che accontentarmi come fanno tutti…  pseudo amici, che si vantano di affetto che provano per te, finchè non hanno nulla di meglio fra le loro mani, che se gli esponi un tuo disagio, non si pongono domande sul perchè… troppo presi da loro stessi per fermarsi un attimo e farsi una domanda o chiedere spiegazioni… ma va bene così… la mia vita deve essere fatta di attori e non semplici comparse, anche a costo di discutere pesantemente e poi chiarirsi… e poi l’amore… io sono arrivata alla conclusione che, per quanto può essere la felicità più bella e alta e assoluta… non è l’unica…. fin tanto che l’amore non ti trova, perchè sono convinta che non sei tu a doverlo cercare ma è lui che deve trovarti, fare delle cose per se stessi, dedicarsi alle proprie passioni, iniziare dei percorsi nuovi che vuoi fare per te stesso e riuscire ad arrivare allo scopo è ugualmente e immensamente bello… perchè credo che non ci sia felicità più grande dell’essere soddisfatti di se stessi, del sentirsi realizzati come persona…  i pochi amici che ho, sono quelle persone che fanno parte e spero vogliano far parte per sempre della mia vita, perchè anche loro fanno parte della mia realizzazione come persona… senza di loro non riuscirei mai a conoscermi, a cercare di migliorarmi, e a non cedere troppo alle debolezze proprie dell’essere umano…   chi ha detto che solo l’amore ti rende felice davvero? Questi dictat sociali sono cose che non sopporto proprio… e forse proprio per questi dictat che ormai troppi rapporti sono diventati sterili, vuoti, provvisori, apparenti…. e proprio per questo, come disse Foscolo, “Io sono destinata ad avere l’anima perpetuamente in tempesta.”

 

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